Filastrocche dell'alfabeto
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Filastrocche dell'alfabeto

Ventun letterine formano l’alfabeto, son tutte carine ed ora ve le ripeto:
A come ape
B come bambino
C come casa
D come dado
E come elefante
F come fiore
G come gatto
H è la letterina muta
I come imbuto
L come luna
M come mano
N come nave
O come orologio
P come pane
Q come quaderno
R come ruota
S come sole
T come tavolo
U come uva
V come vaso
Z come zanzara

Alfabeto
A come avventura
B come bravura
C come la canaglia che con me verrà in questura
D come diamante
E come elefante
F il furfante che in galera porterò
G c’è tanta gente
H non c’è niente
Immediatamente alla L passerò
L l’animale
M meno male
N è già Natale e tanti doni porterò
O come orco
F come Finocchio
Q questo ranocchio che stasera mangerò
R come Roma
S come strade
T tutte le strade che a Roma porteranno
U che bella storia
V vi ho raccontato
Z ho tanto sonno e a dormire me ne andrò.
Sotto le lenzuola tutte le parole fanno capriole e un’altra storia inventerò.

Che cose strambe
Che cose strambe
l’A con due gambe l’E con due braccia l’O tondo in faccia curioso è l’U che guarda in su, ma il più carino è l’i col puntino.

Le letterine
Gioco a palla notte e dì dritto e smilzo son la I.
Gamba qua, garnba là mi presento son la A.
Tutto il giorno guardo in su son curioso son la U.
lo sbadiglio altro non fo questo, ohibò, è proprio la O.
Per dire “perché” hai bisogno di me, sono la E.

La macchina mangiavocali
Vivevanno un tempo due letterine che se ne stavano troppo vicine: "Spostati, levati fatti più in là, mi dai fastidio se resti qua!"
Bisticciavano continuamente facendo accorrere tutta la gente. Muovendo in fretta le sue grandi ali giunse la macchina mangiavocali; prese una lettera, la sgranocchiò e l’altra in pace alla fine restò.

Le vocali
lo che ho preso la lettera A sono il cocco di mammà!
Di me che porto la lettera E un bambino più bello non c’è.
Ed io che scelsi la lettera I sono il più furbo dei bimbi di qui.
Nessuno al mondo negare può ch’io son famoso, e lo dice quest’O.
Invece io che porto qui l’U ho tutti i pregi degli altri e di più.

Il gioco delle vocali
i u a e o: legger non so.
E o a U i: comincio da qui
A i e o u: un passo più su.
O i u e a: avanti son qua.
U o i a e: leggo da me.
A e io u: le vocali le sai tu!




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