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Nella vecchia fattoria
Nella vecchia fattoria ia ia o, quante bestie ha zio Tobia, ia ia o, c’è la capra bee capra bee Ca Ca Capra bee.
Attaccato a un carrettino, ia ia o, c’è un quadrupede piccino ia ia o, l’asinel i o, asinel i o, nel nel asinel i o. Nella vecchia fattoria, ia ia o.
Tra le casse e i ferri rotti, ia ia o, dove i topi son grassotti, ia ia o, c’è un bel gatto miao, gatto miao, ga ga gatto miao, c’è la capra bee, capra bee, ca ca capra bee, l’asinel i o, asinel i o, nel nel asinel i o. Nella vecchia fattoria, ia ia o.
Così grasso e tanto grosso, ia ia o, sempre sporco il più non posso, ia ia o, c’è il maiale hrr, iale hrr, ia ia iale hrr, c’è un bel gatto miao, gatto miao, ga ga gatto miao, l’asinel i o, asinel i o, nel nel asinel i o, c’è la capra bee, capra bee, ca ca capra bee. Nella vecchia fattoria, ia ia o.
Poi sull’argine di un fosso, ia ia o, alle prese con un osso, ia ia o, c’è un bel cane bau, cane bau, ca ca cane bau, c’è il maiale hrr, iale hrr, ia ia iale hrr, c’è un bel gatto miao, gatto miao, ga ga gatto miao, l’asinel i o, asinel i o, nel nel asinel i o, c’è la capra bee, capra bee, ca ca capra bee. Nella vecchia fattoria, ia ia o.

Il grillo e la formicuzza
C'era un grillo in un campo di lino la formicuzza ne chiese un pochino.
Il grillo disse "che cosa ne vuoi fare”, “calze e camicie mi voglio maritare”.
Il grillo disse: “ti voglio sposar io” la formicuzza: “son ben contenta anch’io”.
Ecco arrivato il giorno delle nozze, quattro patate e tre castagne cotte.
Andarono in chiesa per mettersi l’anello il grillo cadde, si ruppe il cervello.
Erano le nove, di là dal mare si sente dire che il grillo stava male.
Erano le dieci, di là dal porto si sente dire che il grillo era morto.
Eran le undici di là dal Monte Viso si sente dire che il grillo è in Paradiso.
La formicuzza dal grande dolore si mise a piangere con tutto il cuore.

La Rosina bella
Verrà quel dì di lune, mi vò al mercà a comprà la fune.
Lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul mercà e la Rosina bella in sul mercà.
Verrà quel dì di marte mi vò al mercà a comprà le scarpe. Marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul mercà e la Rosina bella in sul mercà.
Verrà quel dì di mercole mi vò al mercà a comprà le nespole. Mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul mercà e la Rosina bella in sul mercà.
Verrà quel dì di giove mi vò al mercà a comprà le ove. Giove le ove, mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul mercà e la Rosina bella in sul mercà.
Verrà quel dì di venere mi vò al mercà a comprà la cenere. Venere la cenere, giove le ove, mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul rnercà e la Rosina bella in sul mercà.
Verrà quel dì di sabato mi vò al mercà a comprare l’abito. Sabato l’abito, venere la cenere, giove le ove, mercole le nespole, marte le scarpe, lule la fune e fine non avrà e la Rosiria bella in sul mercà e la Rosiria bella in sul mercà.
Verrà quel dì di festa mi vò al mercà a compra la vesta. Festa la vesta, sabato l’abito, venere la cenere, giove le ove, mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune e fine non avrà e la Rosina bella in sul mercà e la Rosiria bella in sul mercà.

Il merlo ha perso il becco
Il merlo ha perso il becco come farà a beccar?
Il merlo ha perso il becco come farà a beccar?
Il merlo ha perso il becco povero merlo mio.
Il merlo ha perso il becco come farà a beccar?
Il merlo ha perso l’ala come farà a volar?
Il merlo ha perso l’ala come farà a volar?
Il merlo ha perso l’ala, povero merlo mio.
Il merlo ha perso l’ala come farà a volar?
Il merlo ha perso gli occhi come farà a guardar?
Il merlo ha perso gli occhi come farà a guardar?
Il merlo ha perso gli occhi, povero merlo mio.
Il merlo ha perso gli occhi come farà a guardar?

La canzone del cuculo
Udiam nella foresta il cuculo cantar, ai piedi di una quercia lo stiamo ad ascoltar, cu cu, cu cu, cu cu, cu cu, cu cu......
La notte tenebrosa non c’è chiaror lunar. Sentiam nel fitto bosco i lupi a ulular, Ahu, ahu, ahu, ahu, ahu.........
Dalle lontare steppe sentiam fin quaggiù rispondere alle renne gli allegri caribù, bau, bau, bau, bau, bau.......

Il canto del cucù
L’inverno se n’è passato, l'aprile ncn c’è più, è ritornato maggio al canto del cucù.
Cucù, cucù, l’aprile non c’è più, è ritornato maggio al canto Glel cucù.
Lassù per le montagne la neve non c’è più, comincia a fare il nido il povero cucù.
La bella alla finestra la guarda in su e in giù, l’aspetta il fidanzato al canto del cucù.
Vi ho pur sempre detto che maggio ha la virtù di far sentir l’amore al canto del cucù...

E' nato un bel bambino
La notte di Natale è nato un bel bambino e rosso e tutto ricciolino.
Maria lavava, Giuseppe stendeva il fiqlio piangeva dal freddo che aveva.
Stà zitto mio figlio che adesso ti piglio il latte t’ho dato, il pane non c’è.
La neve cadeva, cadeva giù dal cielo Maria col suo velo copriva Gesù.
Stà zitto mio figlio che adesso ti piglio il latte t’ho dato, il pane non c’è.

Tu scendi dalle stelle
Tu scendi dalle stelle, oh re del cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
Oh bambino mio divino io ti vedo qui a tremar oh Pio beato! Oh, quanto ti costò l’avermi amato. Oh, quanto ti costò l’avermi amato.
A te che sei del mondo il Creatore mancano panni e fuoco, oh mio Signore, mancano panni e fuoco, oh mio Signore.
Caro eletto pargoletto quanto questa povertà più m’innamora! Poichè ti fece amor povero ancora. Poichè ti fece amor povero ancora.

Ero in bottega
Ero in bottega, tic e tac, che lavoravo, tio e tac, ma non pensavo, tic e tac, alla prigione, tic e tac.
Venne un signore, tic e tac, un brutto ceffo, tic e tac, mi portò via, tic e tac, da casa mia tic e tac.
Ma il suo crapone, tic e tac, era un melone, tic e tac, e lo mangiai, tic e tac, per colazione, tic e tac.
Venne un soldato, tic e tac, di fanteria, tic e tac, mi prese il nome, tic e tac, mi portò via, tic e tac.
Ma io furbone, tic e tac, presi un bastone, tic e tac, e lo menai, tic e tac, sul suo groppone, tic e tac.

La vispa Teresa
La vispa Teresa avea fra l’erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta.
E tutta giuliva, stringendola viva, gridava distesa: “L’ho presa! L’ho presa!”
A lei supplicando l’afflitta gridò: “Vivendo, volando, che male ti fò?
Tu s’ì mi fai male stringendomi l’ale. Deh, lasciami, anch’io son figlia di Dio”.
Confusa, pentita, Teresa arrossì: dischiuse le dita e quella fuggì.

Il pollaio
Il gallo e la gallina van le oche a visitar: “Carissime vicine siam qui per desinar al fuoco del tegame ci dite cosa c’è? Abbiamo tanta fame co co, co co, co dè”.
Rispondono le ochette: “Abbiamo un consommè di vermi e cavallette degnissime di un re ed una succulenta frittata si farà a pezzi la polenta qua, qua, qua, qua, qua, qua”.
E dopo aver mangiato rispose il gallo Fè: “Andiamo in mezzo a un prato a bere un buon caffè là ci sarà offerto dai musici di qui un ottimo concerto chi, chi, chi ri chi, chi”.
E giunse un asinello gridando: “Sono qui! Vi porto un bel cestello di bisce già in salmì”. Gridaron tutti quanti: “Che festa si farà! Poichè saremo in tanti tara, tara, tatà”.
Così tutti i compari, finito il consommè andarono al concerto, concerto dei bebe’. E tutti allegramente cantando se ne van. “Evviva l’amicizia che divertir ci fa”.

Il castello del conte Baradello
Questo è il castello del conte Baradello.
Questa è la porta del castello del conte Baradello.
Questa è la chiavina della porta del castello del conte Baradello.
Questa è la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.
Questo è il topino che ha rosicchiato la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.
Questo è il gattino che ha acchiappato il topino che ha rosicchiato la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.
Questo è il cagnolino che ha inseguito il gattino che ha acchiappato il topino che ha rosicchiato la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.
Questo è il bastoncino che ha fatto scappare il cagnolino che ha inseguito il gattino che ha acchiappato il topino che ha rosicchiato la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.
E questo è l’omino che ha usato il bastoncino che ha fatto scappare il cagnolino che ha inseguito il gattino che ha acchiappato il topino che ha rosicchiato la cordina attaccata alla chiavina della porta del castello del conte Baradello.

In mezzo al mare
In mezzo al mare c'è un bastimento che senza vento non può marciar. (2 volte)
In mezzo al mare c’è una scarpetta, è la barchetta dei marinai.
In mezzo al mare c’è una colonna, è la Madonna dei marinai. (2 volte)
In mezzo al mare c’è un grande scoglio, che son l’imbroglio dei marinai.
Polenta dura, ormai d’Olanda, è la vivanda dei marinai. (2 volte)

Barca barchetta
La barchetta in mezzo al mare va diretta a Santa Fè dove va per caricare mezzo chilo di caffè.
La comanda un capitano con la barba rossa e blu fuma un sigaro toscano che proviene dal Perù.
Barca, barchetta va sul lungo mar; barca, barchetta vai e non ti fermar.
La barchetta in mezzo al mare deve andare assai lontan ma per farla navigare ci vuol proprio il capitan.
La barchetta in mezzo al mare va diretta a Santa Fè dove va per caricare mezzo chilo di caffè.
Barca, barchetta va sul lungo mar; barca, barchetta vai e non ti fermar.

Me compare Giacometto
Me compare Giacometto el gaveva un bel galletto, quando canta apre il becco el fa proprio innamorar.
E quando canta, canta, canta apre il becco, becco, becco el fa proprio, proprio, proprio innamorar (2 volte)
Ma un bel giorno la padrona per far festa agli invitati al ghe tira il collo al gallo e lo mette a cucinar.
E al ghe tira, tira, tira il collo al gallo, gallo, gallo e lo mette, mette, mette a cucinar. (2 volte)
Le galline mezze matte per la perdita del gallo hanno rotto il pollaio per la rabbia che le dà.
E hanno rotto, rotto, rotto il pollaio, aio, aio per la rabbia, rabbia, rabbia che le dà. (2 volte)
Hanno rotto le pignatte saltan fuori i maccheroni mangia Beppe, mangia Toni che son buoni da mangiar.
E mangia Beppe, Beppe, Beppe e mangia Toni, Toni, Toni che son buoni, buoni, buoni da mangiar. (2 volte)

Il piccolo naviglio
C'era una volta un piccolo naviglio (3 volte) che non potea, non potea navigar.
E dopo una, due, tre quattro cinque, sei, sette settimane (3 volte) il naviglio, il naviglio naufragò.
E pur si mise, e pur si mise a navigare (3 volte) ma non potè, ma non potè più navigar.
E dopo una, due, tre, quattro, cincque, sei, sette settimane (3 volte) il naviglio, il naviglio naufragò.

Il cow-boy Piero
Là nella foresta, laggiù nel bosco nero, c'era un cow-boy che si chiamava Piero.
E la sua cavalla dormiva nella stalla mentre lui beveva allegramente il the.
Ma il cow-boy Arturo pian pian scavalca il muro e la sua cavalla gli rubò, ohibò!

L'elefante con le ghette
L'elefante, l’elefante con le ghette se le cava e se le mette se le mette e se le cava per potersi divertir.
Tre formiche, tre formiche in bicicletta fan la gara col diretto ma la mosca per dispetto il diretto rovesciò.
La farfalla, la farfalla colorata con in braccio la balena sta facendo l’altalena per potersi dlivertir.
La pulce, la pulce col pidocchio fan la gara alla pistola uno tira, l’altro mola per potersi divertir.
La balena, la balena poverina sa che l’acqua le fa male quando arriva il temporale si nasconde in fondo al mar.
La giraffa, la giraffa con gli occhiali se li cava e se li mette se li mette e se li cava per potersi, per potersi divertir.

Canzone della mucca Carolina
Questa è la canzone sella mucca Carolina bianca, nera e bella proprio come una regina Lei vive nella nostra grande fattoria e non vuole andare via.
Tutto il giorno viaggia su e giù nei praticelli, tutto il giorno mangia erba con i suoi fratelli, poi la sera torna sempre dentro la sua stalla bella e fresca come una palla.
Hey, mucca Carolina la nostra mucca Carolina tu sei la mucca più bella che ci sia la mucca della nostra fattoria.
Questa è la canzone della mucca Carolina bianca, nera e bella proprio come una regina il suo latte è proprio il più buono che ci sia il buon latte della fattoria.
Quando ha caldo lei si sdraia sull’erba bagnata quando ha sonno sulla paglia fa una dormita quando è allegra corre su e giù per la vallata come una mucca disperata.
Hey, mucca Carolina la nostra mucca Carolina, tu sei la mucca più bella che ci sia la mucca della nostra fattoria.

La cicala intervistata
Nei campi di granturco mi sentono cantare una dolce melodia da non poter scordare.
(ritornello) Do mi sol la la (3 volte) che bello stare qua.
Andare a lavorare oh, no lasciate stare io sono la cicala che mai mosse ala.
Lavorare, faticare chi me lo fa fare? Non sono una formica che sempre si affatica.
Ho imparato a cantare senza mai studiare e invece voi bambini a scuola da piccini.
A quando sarà vecchia non fatemi pensare per me è importante poter solo cantare.

Tre oche
Un’oca andava a bere, a bere alla corte del re.
Un'oca, due oche, tre oche, nucun, nuchin, nuchet andavano a bere alla corte del re.
Due oche andavano a bere, a bere alla corte del re. Un’oca, due oche, tre oche, nucun, nuchin, nuchet andavano a bere alla corte del re.
Tre oche andavano a bere, a bere alla corte del re. Un’oca, due oche, tre oche, nucun, nuchin, nuchet andavano a bere alla corte del re.
Quattro oche andavano a bere, a bere alla corte del re. Un’oca, due oche, tre oche, nucun, nuchin, nuchet andavano a bere alla corte del re.
Una, due, tre, quattro, tutte alla corte del re!

La cornacchia del Canadà
C'era una volta un corvo innamorato da far pietà di una cornacchia bella che veniva dal Canadà, ma la cornacchia bella si rideva di quell’amor perché era innamorata di Cecchino il cacciator.
(Ritornello) E' bella, è bella, è bella la storiella del cacciator col fischio che ammaliava la cornacchia del Canadà. E' bella, è bella, è bella ragazzini venite qua a sentire la storiella della cornacchia del Canadà.
Un giorno la cornacchia se ne stava sopra un pino mentre il corvo da lontano le faceva l’occhiolino; alla scimmia, alla civetta non volle dare il cuor perché era innamorata di Cecchirio il cacciator.
Alfine il matrimonio era tutto combinato quando un giorno la cornacchia pascolava in mezzo al prato.
A caval di un asinello il Cecchin di la passò per il corvo la sbagliò: PUM! gli tira e l’ammazzò.

La capra
E' arrivata la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.
(Ritornello) Perchè l’ha fatto andare giù, e ora il fiasco non c’è più, e ora il fiasco non c’è più.
E' arrivato anche il lupo che mangiò la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.
E' arrivato anche il cane che abbaiava al lupo che mangiò la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.
E' arrivato il bastone che picchiava il cane che abbaiava al lupo che mangiò la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.
E' arrivato anche il fuoco che bruciò il bastone che picchiava il cane che abbaiava al lupo che mangiò la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.
E' arrivata anche l’acqua che spegneva il fuoco che bruciò il bastone che picchiava il cane che abbaiava al lupo che mangiò la capra che mangiava l’erba che m’ha rotto il fiasco.

La capra bruca i rami
Din, don, din don, din don dan, din, don, din don, din don dan.
La capra bruca i rami, din din e din dena; spostatemi la capra, din din e din don.
Din, don, din don, din don dan, din, don, din don, din don dan.
La capra è nel bosco, din din e din dena; il bosco ha preso fuoco, din din e din don.
Din, don, din don, din don dan, din, don, din don, din don dan.
E l’acqua l’ha già spento, din din e din dena; e il bue l’ha bevuta, din din e din don.
Din, don, din don, din don dan, din, don, din don, din don dan.
La capra bruca i rami, din din e din don!

La villanella
Guarda che passa la villanella è tanto bella e si mette a ballar.
O come balli bene bella bimba, bella bimba, bella bimba; o come balli bene bella bimba, bella bimba, balli ben.
Guarda il nonnino sotto la scala che beve il vino e si mette a cantar.
O come balli bene bella bimba, bella bimba, bella bimba; o come balli bene bella bimba, bella bimba, balli ben.

Il mio galletto
Son tre notti che non dormo lalà perchè ho perso il mio galletto, lalà poverino, lalà poveretto lalà non lo posso più trovar.
Ho girato mezzo mondo, lalà dalla Francia all’Inghilterra, lalà alla Spagna, lalà non lo posso più trovar.
Se qualcuno lo vedesse, lalà ha la coda verde e gialla, lalà torce il collo, lalà apre il becco, lalà e poi fa chicchirichì.

Notte d’acqua a catinelle
C'era una notte d'acqua a catinelle io me ne andavo senza le bretelle quando ad un tratto vidi un cimitero oh, quanto era buio, oh, quanto era nero!
E saltellando di tomba in tomba vidi una bionda mamma mia che bionda, era il fantasma della zia Gioconda che ripuliva la sua tomba nera e fonda.
I vermicelli freschi di giornata se li mangiava insieme all’insalata e Gattopiero, re del cimitero sembrava tutto un corvo nero.
Questa canzone non ha significato è come bere il vino col bucato è come dire buonanotte al muro e lavarsi i piedi col cianuro.




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