Filastrocche senza senso e alla rovescia
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Filastrocche senza senso e alla rovescia

Volta la carta
La donnina che semina il grano volta la carta e vede il villano, il villano che zappa la terra volta la carta e vedi la guerra, e la guerra con tanti soldati volta la carta e vedi i malati, i malati con tanto dolore volta la carta e vedi il dottore, il dottore che fa la ricetta volta la carta e vedi Marietta, Marietta che fila il suo lino volta la carta e vedi Arlecchino, Arlecchino che salta e che balla volta la carta e c’è la farfalla, la farfalla che vola sui fiori volta la carta e ci sono i signori, i signori che vanno a braccetto volta la carta e vedi il galletto, il galletto fa chicchiricchì volta la carta e finisce così.

La donnina che semina il grano
La donnina che semina il grano, volta la carta si vede il villano, il villano che va per i campi, volta la carta si vedono i lampi, i lampi che fanno spavento, volta la carta si trova il convento, il convento coi frati in preghiera, volta la carta si trova la fiera, la fiera con burle e con lazzi, volta la carta ci sono i ragazzi, i ragazzi che van per la via, volta la carta si trova Sofia, Sofia che cuce il lino, volta la carta si trova Arlecchino, Arlecchino che fa lo sgambetto, volta la carta si trova il galletto, il galletto che canta al mattino, volta la carta si trova il mulino, il mulino che macina il grano, volta la carta si trova il villano, il villano che zappa la terra, volta la carta si trova la guerra, la guerra con tanti soldati, volta la carta ci sono i malati, i malati con tanto dolore, volta la carta si trova il dottore, il dottore che cura la gente, volta la carta.., non si trova più niente.

La donnina che scende dal monte
C’è una donnina che scende dal monte, se cambi la scena si vede la fonte, la fonte con l’acqua sorgiva se cambi la scena si vede la diva, la diva che danza e folleggia se cambi la scena si vede la reggia, la reggia con principi e duchi, se cambi la scena si vedono ciuchi, i ciuchi che vanno alla fiera, se cambi la scena si vede la sera, la sera col cielo stellato, se cambi la scena si vede il mercato, il mercato con banchi e servette, se cambi la scena si vedon le vette, le vette coi monti lontani, se cambi la scena si vedono i nani, i nani che van sotto terra, se cambi la scena si vede la guerra, la guerra che mette spavento, se cambi la scena si vede un corvento, un convento con monaci e frati, se cambi la scena si vedono i prati, i prati coi fiori smaglianti, se cambi la scena si vedono i fanti, i fanti che vanno alla guerra, se cambi la scena si vede la terra, la terra che nutre la gente, poi cala il sipario e non si vede più niente.

Trottolin
Trottolin che trottolava, volta la carta e troverai una fava, è una fava coi baccelli, volta la carta e troverai degli uccelli, questi uccelli volano via, volta la carta e troverai un’osteria, nell’osteria si vende il vino, volta la carta e troverai Tabarrino, Tabarrino va al mercato, volta la carta e troverai un ammalato, l’ammalato ha il mal d’Oriente, volta la carta e troverai della gente, questa gente va a spasso, volta la carta e troverai un palazzo, il palazzo è dei signori,
volta la carta e troverai dei fiori, questi fiori sono belli, volta la carta e troverai dei cappelli, i cappelli son di paglia, volta la carta e troverai una quaglia, questa quaglia cova uova, volta la carta e troverai una sposa, questa sposa è molto bella, volta la carta e troverai Fiorella, Fiorella è con l’amica, volta la carta e troverai Margherita, Margherita spesso posa, volta la carta e troverai una rosa, questa rosa ha molte spine, volta la carta e troverai le galline, le galline son nell’aia, volta la carta e troverai paglia, che col vento vola via, buona notte, signoria!

Vedo la luna
Vedo la luna vedo le stelle, vedo tante pecorelle. Vedo il lupo incatenato con trecento noci in capo: dammene una, dammene due, dammene tre, dammene quattro, dammene cincque, dammene sei, dammene sette, dammene otto, dammi la salsa e il salsicciotto, dammi l’amor, la mortadella, dammi l’amore della più bella, la più bella di tutto il mondo ha il capello riccio e biondo, riccio e biondo e inanellato, e il basilico è seccato, s’è seccato sotto il sole, Caterina fa l’amore.
Fa l’amore con tre garzoni che uno è bello e due son buoni: uno cuce e uno taglia, uno fa cappel di paglia per andare alla battaglia; la battaglia e il battaglino, lascia l’acqua e bevi il vino.

Piovi, piovicello
Piovi, piovicello l'acqua va a Marello mi ci lavai le mani mi ci cascò l’anello.
Pesca, ripesca pescai un pesciolino colore del turchino; lo portai a monsigriore.
Morisignore non c’era c’era la cameriera che faceva le frittelle; me ne diede una la misi sul banco, il banco era rotto e sotto cera un pozzo, il pozzo era vecchio e sotto c’era un letto, letto rifatto e sotto c’era un gatto, gatto in camicia che scoppiava dalle risa.
Lasciamolo scoppiare quel brutto gattone che stava in camicione.

Seta moneta 1
Seta moneta, le dorme di Gaeta che filano la seta, la seta e la bambagia, la bambagia non mi piace, mi piace il bel Giovanni che batte le castagne, le batte troppo forte che fa tremar le porte, le porte son d’argento che valgon cincquecento, cinque e cinquanta, la gallina canta, canta la gallina e fa l’uovo per domattina, canta la pollastra e fa l’uovo per questa Pasqua, guarda su quel pozzo che c’è un gallo rosso, guarda su quel banco che c’è un gallo bianco, guarda su quei finestroni che c’è un bel piatto di maccheroni.

Seta moneta 2
Seta moneta, le donne di Gaeta che filano la seta. La seta e la bambagia.
Bambini chi vi piace?
Piace Giovanni, che fa cantare i galli, la chioccia e i suoi pulcini che fanno coccodè che fa chicchirichì..
Canta gallina, fa l’ovo la mattina vicino al gallo rosso, vicino al gallo bianco, che fa chicchirichì.

Cavallino
Cavallino, arrì, arrò, piglia la biada che ti do, piglia i ferri che ti metto, per andare a San Francesco. San Francesco è sulla via per andare a casa mia.
A casa mia c’è un altare con tre monache a cantare, ce n’è una più vecchietta, Santa Barbara benedetta.
San Francesco era un frate che cuoceva le frittate, me ne dette solo un pochino, vada via questo bambino.

Trotta, trotta cavallino
Trotta, trotta cavallino mena l’asino al mulino, il mulino è rovinato, il mugnaio s’è impiccato, sè impiccato alla catena, la sua moglie fa la cena, fa la cena a Piccirillo.
Piccirillo è andato in Francia con la spada e con la lancia, per ammazzare il capitano per le strade di Milano, per le strade di Verona, dove si canta, si balla e si suona.

Cavallino trotta trotta
Cavallino trotta trotta, che ti salto sulla groppa; trotta trotta in Delfinato, a comprare il pan pepato: trotta trotta in Gran bretagna, a comprare il pan di Spagna; trotta trotta e torna qui che c’è il pan di tutti i dì.

Cavallino vieni vieni
Cavallino vieni vieni, t’aspetta il cavaliere, il cavalier di Roma, che ha perso la corona, corona d’oro, d’oro e d’argento, che costa cinquecento, cento e cinquanta, la gallina canta, canta gallina, risponde Serafina, Serafina sta alla finestra, con tre corone in testa, passa il fante, con tre cavalle bianche, bianca la sella, bianco lo straccale, la padrona è bella, bella la padrona, brutta brutta la garzona.

Trenta quaranta
Trenta, quaranta, tutto il mondo canta, canta il gallo, risponde la gallina, madama Colombina, s'affaccia alla finestra con tre corone in testa, con tre corone in man, benvenuto, signor capitan!

Buoi, buoi, dove andate?
Buoi, buoi, dove andate?
Tutte le porte son serrate, son serrate a chiavistello con la punta del coltello.
Suona, suona il campanello, il campanello fu suonato e Gesù fu battezzato, fu battezzato alla romana.
Benedetto chi l’impara, l’imparò San Pellegrino, San Pellegrino salì in cielo a suonare le tre campane: una per i vivi, una per i morti, una per i santi Pater nostri.

Lunga lunghessa
Lunga lunghessa la mamma è andata a messa, a messa per il mattutino, faremo un bell’inchino, il bell’inchino è fatto, faremo la pappa al gatto, il gatto non la vuole, la daremo alle figliole, le figliole stanno male, andranno all’ospedale, l’ospedale è serrato, andranno a San Donato. Staccia minaccia il babbo è andato a caccia, a caccia del bubù, buttala, buttala giù!

Il papa non è re
Uno, due e tre, il papa non è re, il re non è papa; la chiocciola non è lumaca, la lumaca non è chiocciola; il paleo non è la trottola, la trottola non è il paleo; il cristiano non è l’ebreo, l’ebreo non è il cristiano; la farina non è grano, il grano non è farina; la sera non è mattina, la mattina non è sera; lo zio Beppe non è zia Piera, la zia Piera non è zio Beppe; il miele non è giulebbe, il giulebbe non è miele; lo speziale non è droghiere, il droghiere non è speziale; la vesta non è grembiule, il grembiule non è la vesta e così finisce anche questa.

Tirintoppete
Tirintoppete pan bollito prende un gatto per marito una gatta per cognata che gli spazzi ben la casa che gli lavi le scodelle che gli rompa le più belle.

Piovere, non piovere
Piovere, non piovere, io voglio andare a muovere il grano di Sebastiano.
Io vidi una fontana e mi lavai la mano e mi cascò l’anello del dito piccirello.
Pescai e pescai, l’anello non trovai; andai dal signore, ma il signore non c’era, c’eran tre sorelle che facevan le frittelle; gliene chiesi una, era molto buona, gliene chiesi un’altra e la misi sopra il banco.
Il banco era rotto e sotto c’era un pozzo; il pozzo era stretto e dentro c’era un letto, un letto disfatto e sopra c’era un gatto, un gatto in camicia che scoppiava dalle risa e i topi dicevan per la via: “Buona sera, signoria!”

Domani è domenica
Domani è domenica, tagliamo la testa a Menica; Menica non c’è, tagliamo la testa al re; il re è ammalato, tagliamo la testa al soldato; il soldato fa la guerra, tutti giù per terra.

Ci hai creduto?
Ci hai creduto? Faccia di velluto.
Suona il campanello faccia di cammello.
Suona il campanellino faccia di maialino.
Suona il campanellone faccia di montone.

Dindolondòn
Dindolondòn, dindolondòn le campane di fra Simon, fra Simon con le pianelle van per acqua le zitelle.
Le zitelle sono sette una fila e una tesse, una fa i maccheroni, l’altra fa buoni bocconi, una fa i cappelli di paglia per andare alla battaglia.
La battaglia è cominciata Lisabetta è scavalcata, scavalcata su un castello pizzica pizzica Caldarello.
Caldarello fu ferito con la lancia e con un dito, con un dito e con la lancia, Lisabetta è morta in Francia!

Sogno matto
Io stanotte ho fatto un sogno matto, avevo la Rosina nel mio sacco, e credendo di abbracciare la Rosina ho abbracciato i piloni della cascina.

Rondinella
Rondinella, di tetto in tetto, porta l’olio a San Benedetto.
San Benedetto non ne vuole porta l’olio alle sue figliole.
Le sue figliole ne voglion tanto porta l’olio allo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo se l’è pigliato in una bottiglia l’ha versato e se ne avanza un gocciolino se lo mette nel lumino.
Lampa, lampadetta il Signor nella chiesetta, la Madonna in processione oh che bella combinazione!

Chi è che va a cavallo?
Chi è che va a cavallo?
Il re del Portogallo.
Va a trovare la regina che fa la torta con la farina.
La farina è troppo bianca la regina è molto stanca, molto stanca del lavoro esci fuori e vai cori loro.

Gine ginappole
Gine ginappole fan ballar le trappole le trappole di Roma fan ballar le donne, donne donzelle fan ballar le stelle, stelle stelline fan ballar le Gine.
Gine ginappole fan ballar le trappole, le trappole di Roma fan ballar le donne, donne donzelle fan ballar le stelle.

Aru baru
Aru baru catiru cataru sette figli aveva un baru, fece la guerra col re di Batù aru baru catiru catù.

Un ricco pover uomo
C’era una volta un ricco pover uomo che cavalcava un nero caval bianco, sali scendendo il campanil del duomo piegandosi dal lato destro e manco.
Era un villan, figliol di gentiluomo e di capelli nero rosso e bianco. Era fratello d’un gigante nano che correva forte camminando piano.
Restò vedovo presto e s’ammalò quarido la moglie sua si riposò. Fu una lunga e penosa malattia che in una notte se lo portò via; disse al prete che stava tanto male e mandò gli altri al proprio funerale.

Disse il sordo
Disse il sordo: “Senta un tordo”
Disse il muto: “L’ho veduto”
Disse il cieco: “Anch’io lo vedo”.
Disse il monco: “L’acchiapperemo”.
Disse il nudo: “E io lo metto in seno”.

La canzone della bugia
La canzone della bugia dice solo la verità: ero solo in casa mia con mi’ pa’ e con mi’ ma’; ero solo in camerella con la zia e con la sorella.
Misi il pan nella fiaschetta, misi il vin nella paniera per andar con calma in fretta a vedere chi non c’era.
Chi non c’era mi rispose: mi chiamò con sé sul noce, e cia quante ne mangiai nemmen una n’assaggiai.
La canzon della bugia dice solo verità: chi la suona è andato via chi la canta non la sa.

Canzone alla rovescia
Vi canto una canzone alla rovescia che alla dritta non la so cantare: mi levai una mattina, era di festa, presi la falce e me n’andai a vangare; per la strada montai sopra una quercia e le ciliegie cominciai a mangiare.
Venne fuori il padron di quelle sorbe e disse: “Lascia star le mie cipolle!” avessi tanti occhi e tanto fiato per contar quelle noci che ho mangiato!
Avessi tanto fiato e tanti occhi per contar quant’erano quei finocchi!

Filastrocca alla rovescia
Io canto una canzone alla rovescia e alla rovescia la voglio cantare: presi l'acqua dal pozzo con la cesta e legai all’aratro due zanzare.
Misi la nonna dentro la sua tana tosai l’anguille e vendetti la lana. Colsi sul tetto un miglio di fagioli e li vendetti come cetrioli.
Misi il prosciutto a far da guardia al cane e andai a ballare al canto delle rane.
Seminai quattro campi di singhiozzi raccolsi pane e brocche e vino a tozzi; sellai la scrofa e corsi dai padroni a mangiar lo stufato di mattoni.




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